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ponzaelasuagente.it
Ultimo aggiornamento: sabato 07/10/2017

Geofisica delle Isole Pontine


Negli ultimi cinque milioni di anni, le colate laviche che fuoriuscivano dalle fratture si alternavano a periodi di stasi, durante i quali i materiali eruttati venivano ricoperti dal mare. Le eruzioni venivano accompagnate da violentissimi terremoti profondi, i quali sconvolgevano, lacerando e “fagliando” i materiali tufacei che si interponevano tra una colata e l’altra.
Le isole pontine sono state sempre oggetto di violenti terremoti i quali negli ultimi secoli, si sono rarefatti sia come frequenza sia come intensità, raggiungendo raramente il VI° Mercalli.
Queste fratture (faglie) spostavano da una parte e dall’altra terreni posti originariamente allo stesso livello, abbassando un lato e rialzandone l’altro. In questo modo, oggi, si trovano a contatto terreni di età diversa.
Le manifestazioni macrosismiche note sono state quelle del 1755, 1781, 1824, 1827, 1847, a circa un chilometro a nord-ovest di Zannone, 1856, 1892,  16 novembre 1892, a quattro chilometri a est di S.Maria e l’ultimo del 1907.