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ponzaelasuagente.it
Ultimo aggiornamento: sabato 07/10/2017

Il Culto dei Santi

Papa Silverio, poi proclamato Santo, figura alla quale la devozione isolana è particolarmente legata. La storia di questo martire è un’autentica epopea. In essa, come in molte vite di Santi, la vicenda umana del personaggio storico si intesse di leggenda e finisce col dar vita al mito. Mito e leggenda di volta in volta si sovrappongono o fanno da sfondo alla storia dei potenti, nelle cui mani sta il destino dei comuni mortali. Così nella storia di Papa Silverio echeggiano i nomi di Giustiniano imperatore d’Oriente, dell’Augusta Teodora, di Bellisario loro generale e di Antonina sua moglie, del re dei Goti Vitige; e il teatro in cui la vicenda prende corpo e si delinea nelle sue drammatiche conclusioni, è Roma assediata dai Goti, nella quale serpeggia la paura del tradimento e di un nuovo saccheggio: proprio dell’accusa di tradimento si serviranno i potentissimi nemici di Papa Silverio per costruire la sua rovina.

Papa Silverio, figlio del pio Ormisda, fu eletto dal popolo di Roma alla morte di Agapito nel 536 all’età di 56 anni. La sua elezione non fu però gradita all’imperatrice Teodora che aveva un suo candidato nella persona di Vigilio, più ossequiante alla volontà e alle direttive dell’imperatrice.
Teodora, scrisse a Silverio una lettera imperiale, di fronte alla quale altri avrebbero tremato e obbedito, nella quale gli ordinava di reintegrare nel suo ruolo il patriarca Antimo, deposto da Papa Agapito per eresia. Silverio, consapevole di andare incontro alla propria rovina e consapevole anche del proprio ruolo di custode dell’ortodossia, rispose “Augusta Signora, questo io mai non farò, di riabilitare un eretico già condannato per la sua colpa”.

San Silverio Papa rifiuta il messaggio dell’imperatrice d’Oriente e depone l’eretico Antimo

San Silverio Papa rifiuta il messaggio dell’imperatrice d’Oriente e depone l’eretico Antimo

Papa Silverio spogliato del pallio

Papa Silverio spogliato del pallio

Fu la genesi della sua fine. La vendetta si maturò durante l’assedio di Roma da parte dei Goti, falsi testimoni dichiararono di sapere per certo che Silverio aveva stretto accordi segreti con Vitige per consegnargli la città; lo stesso Belisario, convinto della colpevolezza del Papa, lo convocò al palazzo sul Pincio. Là un diacono di nome Giovanni gli strappò di dosso il pallio, lo spogliò delle vesti pontificali, lo vestì da monaco e fece annunciare al clero che il Papa era stato deposto. Dopo l’esilio nella Lycia, l’imperatore Giustiniano dispose che Silverio fosse ricondotto a Roma per ricevere un regolare processo, ma durante il viaggio di ritorno, il Papa fu sbarcato forzatamente “nell’isola di Palmaria” attuale Ponza, dove trovò la morte assassinato da un sicario assoldato da Antonina, per compiacere la vendicativa Teodora: “ ….un servo di nome Eugenio ….fu anche ministro del nefando crimine contro Silverio”.

Correva l’anno 539 e sulla sua tomba nel monastero di Santa Maria a Ponza fu posta una lapide:

“ROMANAE SUPREMUS APEX SILVERIUS AEDIS

OSSA SUB HOC RETINET MORTUUS EXTRANEO”

(“Silverio vertice supremo della sede romana/ Le sue ossa giacciono sotto questo suolo straniero”).

San Silverio, patrono dell’isola viene ricordato il 20 giugno a Ponza porto e l’ultima domenica di febbraio nella frazione di le Forna. La doppia ricorrenza è motivata dal fatto che fino a qualche decennio fa, la comunità dei pescatori isolani non poteva festeggiare l’evento in giugno, perché impegnata lontano dall’isola per la pesca.