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ponzaelasuagente.it
Ultimo aggiornamento: sabato 07/10/2017

Il Porto – Monte Guardia

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L’itinerario ha inizio dal Palazzo municipale. Percorrendo circa venti metri di corso Pisacane, sulla sinistra è presente un caratteristico passaggio che si apre negli antichi edifici, è il Grottone di Pascarella (FotoFoto). Attraversandolo si arriva in Via Corridoio. Voltando a sinistra, dopo pochi metri sul lato destro si distingue un piccolo tabernacolo in stile barocco napoletano risalente ai primi anni della colonizzazione borbonica dedicato alla Madonna di Pompei. Continuando, dopo le scalette e voltando a destra si apre…

Via Umberto I°
Collega il Porto con la Dragonara e gli Scarpellini, due tra i più antichi quartieri di Ponza. La strada si snoda tra il vecchio abitato borbonico e si apre su angoli di grande bellezza architettonica e paesaggistica. A seguire…

Via Scotti di Basso
Balconi, scalini, archi a testimonianza di uno storico vissuto. Questo quartiere risale agli inizi dell’Ottocento. Le abitazioni sono costruite, secondo l’antico modello ovvero attorno ad un cortile comune. In questi spiazzi solevano riunirsi, verso sera, d’estate e dopo le lunghe fatiche del giorno, gli abitanti del quartiere per recitare le preghiere. Sotto quell’arco, in questo stretto passaggio è stata ricavata una piccola cappella dedicata alla Madonna Addolorata (FotoFoto). Oltre il lungo corridoio all’aperto è posto il confine tra gli Scotti di Basso e gli…

Scotti Alto
La contrada prende il nome dalle famiglie Scotti che vi abitarono. Il capostipite fu un certo Giuseppe Scotti di San Angiolo, che vi morì decrepito. Le case sembrano adagiate sulla collina e poste al fianco di…

Via Monte Guardia
A destra piccoli orti pensili, vigneti racchiusi tra le alte mura che li difendono dai venti, ricordi di quella vita contadina che per molti anni ha accompagnato i contadini prima di dedicarsi al turismo e al suo indotto, facendo dimenticare quasi del tutto le tradizioni centenarie di questo popolo. Al termine della strada una piazzetta dove il 21 luglio viene ricordata la Madonna della Civita. A destra un viottolo che…

I Munacielli
Si snoda tra alti muri a secco (parracine) e gradini che si arrampicano su per la collina (FotoFoto). Gli antichi abitanti del luogo, secondo la tradizione, avevano spesso incontri con i munacielli, ovvero spiritelli giocosi. Gli anziani amano raccontare fantastiche storie su questi incontri che avvenivano di solito verso le prime ore del crepuscolo. La nostra escursione prosegue lungo la via crucis, verso l’alto, su verso…

Monte Guardia
È il monte più alto dell’Isola con i suoi 283 metri sul livello del mare. Da qui il panorama è incantevole (FotoFotoFoto -FotoFotoFotoFoto). Maestosa la costruzione appartenente alla Marina Militare, un’antica lanterna oggi in disuso. La costruzione venne decisa con decreto del 24 marzo 1859, per porre in atto “una lanterna di primo grado di luce”. Il sito fu scelto in un primo tempo anche da Guglielmo Marconi per effettuare l’esperimento dell’accensione delle luci di Sidney, poi però preferì la nave Elettra nel Golfo del Tigullio. Poco oltre, ruderi della seconda guerra mondiale, probabilmente torrette di avvistamento. Sporgendosi verso il mare ecco apparire il…

Il Faraglione di Monte Guardia
E sull’apice il grande faro, tra i più importanti del Tirreno (FotoFoto). Si eleva su uno sperone di roccia alto 112 metri sul livello del mare, con una portata di 24 miglia e una frequenza di tre lampi ogni 30 secondi. Per accedere al Faro bisogna però riscendere a valle. Si rimane ipnotizzati dall’incantevole panorama verso Chiaia di Luna, Il colpo d’occhio è notevole. L’Isola si distende sinuosa in insenature, baie, faraglioni e colline e laggiù, verso ponente Palmarola.

Le necropoli del Bagno Vecchio – La Madonna della Civita – Il Faro della Guardia
Bene, ricordate di aver visto, ad un certo punto del viottolo delle frecce che indicavano verso destra Monte Guardia e verso sinistra il Faro o Punta della Guardia, La Madonna della Civita e le Necropoli del Bagno Vecchio.
Questo itinerario si snoda per un tratto che presenta alcuni pericoli. Il viottolo, infatti, è senza protezione e rasenta un precipizio di oltre cento metri. È opportuno, quindi stare molto attenti.
Il sentiero, in leggera discesa, va giù verso il canale scavato forse dagli antichi Romani per raccogliere l’acqua piovana e incanalarla nel Bagno Vecchio. Tra la vegetazione ed i terrazzamenti coltivati a vite è possibile scorgere alcune tombe ipogee risalenti al periodo ellenistico per quanto concerne la tipologia architettonica e romano per l’apparato decorativo.
Si distinguono una prima Tomba a forma di croce, una seconda a forma di croce tripla, una terza ha pianta quadrangolare con una camera sepolcrale in fondo a volta ribassata. Il colore rosa degli intonaci interni hanno dato il nome alla Tomba. La quarta, forse la più interessante, ha pianta rettangolare con in fondo una camera sepolcrale ed è la tomba che ha subito meno danni. Così come le altre le sepolture avvenivano su due livelli. Quelle inferiori per le inumazioni, quelle superiori per le urne cinerarie (FotoFoto). Abbandonando le tombe ritorniamo sul viottolo e proseguiamo verso sinistra per ammirare il panorama (FotoFotoFoto) destra, ecco la chiesetta della Madonna della Civita. Costruita nel 1954 per volere dell’allora parroco Luigi Dies, ogni 21 luglio viene ricordato il nome della Madonna con una messa ed una processione che arriva fino al pianoro degli Scotti (vedi Scotti alto). Ritornando indietro riprendiamo il viottolo ed arriviamo al Faro. Il sentiero che porta al Faro fu scavato nella dura roccia rachitica (FotoFoto) e s’inerpica verso su fino ad un cancello posto per non far allontanare l’asinello che serviva per trasportare le merci al Faro. Il faraglione della Guardia ospita il Faro della Marina Militare.

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