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Ultimo aggiornamento: domenica 31/03/2019

Itinerario marino

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Punta della Madonna
Nel bacino portuale inizia la nostra gita, tenendo la destra si costeggia il promontorio sormontato dal piccolo cimitero. In prossimità della punta si possono visitare le Grotte di Pilato (FotoFoto), resti di antiche Peschiere Romane, collegate ad una villa soprastante nei pressi del cimitero. Il nome Punta della Madonna, deriva dall’immagine e dalla cappella della “Madonna della Salvazione” localizzata nell’area del soprastante cimitero (FotoFotoFoto).

Faraglioni della Madonna
Divisi dalla costa da due strettissimi condotti, il bellissimo “Arco dei Topazi”, aprono in direzione del versante meridionale della costa. Appena oltre è la Grotta di Ulisse o del Sangue (FotoFoto).

Spiaggia della Parata
Spiaggia sassosa sotto il Belvedere omonimo. Il termine della parata sta per “Apparata”, sistema di reti disposto dai coloni dell’isola per catturare le quaglie nel loro passaggio stagionale (FotoFoto). Di fronte lo scoglio chiamato Pizzo Papero. Posti di fronte alla spiaggia una serie di speroni rocciosi dal nome “le formiche“, più avanti uno sperone roccioso dal profilo dantesco.

Faraglioni del Calzone muto
Prendono il nome e la forma di calzone della roccia che costituisce i faraglioni (FotoFoto). Area molto interessante per la presenza di numerose piccole spiagge sassose (FotoFoto) , dei due Faraglioni e dei resti archeologici di opere romane a mare ed a terra.

Punta della Guardia
Il nome indica la posizione privilegiata del luogo, punto di avvistamento della rotta che conduce a Napoli. La costa prosegue a strapiombo sul mare e si raggiunge la Punta della Guardia, all’estremità meridionale dell’isola, in splendida posizione.

Punta del Fieno
La costa si fa meno ripida e piega verso Punta del Fieno. Dalla punta, su cui si scende il sentiero che proviene dal Monte Guardia, si risale il versante occidentale con la vicina isola di Palmarola. Una serie di piccole spiagge sassose si alternano alle insenature ed a scogli affioranti prima di entrare nella Cala di Chiaia di Luna.

Cala di Chiaia di Luna
Splendida vista dal mare, la spiaggia appare sottile sotto l’incombente strapiombo roccioso, e richiama la forma allungata di una mezzaluna. Uno scoglio la divide da un’altra piccola spiaggia raggiungibile solo via mare. Lasciata la spiaggia il panorama cambia ancora e la costa si apre in una serie di grotte, alcun visibili solo a nuoto, prima di raggiungere la Punta di Capo Bianco. La più bella è la Grotta della Maga Circe.

Punta del Capo Bianco
Splendida roccia tufacea dalla caratteristica colorazione del tufo grigio, con passaggio coperto per le imbarcazioni (FotoFoto). Doppiato il Capo fino alla Punta dei Faraglioni ancora piccole spiagge sassose e scogli.

Faraglioni Di Lucia Rosa
I Faraglioni di Lucia Rosa chiudono l’insenatura che segue Punta dei Faraglioni con grotte per le barche e altre percorribili solo a nuoto, antistanti due piccole spiagge raggiungibili solo via mare (FotoFoto).

Spiaggia di Lucia Rosa
Fra i Faraglioni e la Punta Capo Bianco si distende la spiaggia di Lucia Rosa, sassosa e solitaria. Superato il Capo Bianco dopo breve tratto si entra nella splendida Cala Feola, porticciolo della contrada di Le Forna.

Cala Feola
La cala, raggiungibile anche dalla strada rotabile, si mostra con il porticciolo sulla destra con la deliziosa spiaggetta, al centro gli accessi alle grotte delle Piscine Naturali, e sulla sinistra una caletta chiusa dalla Punta della Corte. Il nome alla cala è stato dato dai coloni che abitavano la zona all’epoca dell’insediamento. Oltrepassata la punta si entra nella Cala dell’Acqua.

Cala dell’Acqua
Dominata dal Forte Papa, fortificazione ormai in rovina rinascimentale dei Farnese, è così denominata dal trasudamento idrico della parte rocciosa. Al centro lo scoglio La Tartaruga che la divide in due. Alle spalle la frazione de Le Forna. Lungo la costa ancora visibili i resti di strutture della vecchia miniera di bentonite. Poco distante un immersione e a poche decine di metri di profondità ecco il relitto di una nave, il “Landing Ship Tank” non era una unità progettata per affrontare la furia del mare. Si Trattava di una nave dal fondo piatto, lunga più di cento metri adibita al trasporto di truppe e mezzi pesanti. La notte tra il 22 ed il 23 febbraio del 1943 la nave stava navigando da Anzio a Napoli, quando venne sorpresa da una forte tempesta. Trasportava un paio di carri armati, munizioni ed altri approvvigionamenti per le truppe, inoltre trasportava cinquanta militari tedeschi prigionieri. La furia del mare ebbe ragione provocando l’affondamento dell’imbarcazione e la morte di trenta marinai.

Cala Fonte
Dopo la Punta Beppe Antonio con la Grotta del Corallo ecco l’altro approdo di Le Forna, la Cala Fonte con lo scoglio antistante, prima della frana utilizzato per il rifugio delle imbarcazioni.

Punta d’Incenso
Prima di raggiungere la Punta vi sono le due spiaggette di Cala Felice divise da alcuni scogli. Arrivati alla Punta ci troviamo di fronte Gavi separata dall’isola solo da uno stretto canale che emana riflessi meravigliosi. Superata Punta Incenso si discende il versante orientale.

Cala Gaetano
Spiaggetta raggiungibile anche da terra, dalla soprastante terrazza al termine della strada provinciale nel territorio della frazione di Le Forna.

Arco Naturale
Antistante la spiaggia dello Schiavone c’è un Faraglione dalla forma particolare allungata con un passaggio al centro, denominato Arco Naturale, per la sua somiglianza con il più noto arco dell’isola di Capri. Il Faraglione locale è conosciuto anche con il nome di “Spaccapurpo”.

Faraglione di Aniello Antonio
Altro scoglio dalla forma caratteristica che fronteggia la Punta Nera.

Cala d’Inferno
Dopo Punta Nera si apre Cala d’Inferno servita da una scala costruita dai Romani che inizia nelle vicinanze della Chiesa dell’Assunta di Le Forna. All’estremità sinistra lo “Scoglio del Parroco” singolare per la sua forma ad arco.

Cala del Core
Spiaggia inaccessibile via terra che si stende fra lo scoglio del Parroco e la Punta Bianca. Ricorda un’antica leggenda legata al mito dei Giganti in cui si narra dell’amore della figlia del loro Re ed il Dio del mare.

Scoglio della Foca
Ancora un toponimo legato ala forma bizzarra della roccia che costituisce lo scoglio tufaceo di fronte la Punta Bianca.

Spiaggia di Frontone
Accessibile con difficoltà da terra dominata dalla fortificazione del Forte Frontone. Oltre alla spiaggia (FotoFoto), dopo altre spiaggette sabbiose e lo “Scoglio zizza i vacca”, si raggiunge la Punta Santa Maria all’entrata della Baia del Porto di Ponza.

Scoglio Ravia
Scoglio a guardia dell’entrata della Baia con il Faro. Probabile etimologia latina legata al colore biondo carico della roccia. Un edificio privato sorge sulla sommità. Interessante passaggio che immette in una grotta subacquea. Di fronte lo “Scoglio Caciocavallo” e “le Grotte Azzurre”, raggiungibili con le imbarcazioni. Al tramonto ritorniamo verso il porto, domani trascorreremo una nuova giornata insieme.

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