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ponzaelasuagente.it
Ultimo aggiornamento: domenica 31/03/2019

Le Forna

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La strada provinciale avverte un leggero declivio e attraverso lievi e delicate curve ci accompagna nella frazione di Le Forna. La prima traversa che incontriamo, sulla sinistra, ci conduce a Cala Feola e alle Piscine Naturali, un grazioso angolo di mare racchiuso in un incavo di tufo grigio.

La Chiesa della Madonna dell’Assunta
Sorge nel cuore dell’antica contrada di Le Forna, venne eretta nel 1781 dai coloni provenienti da Torre del Greco in seguito al ritrovamento nella baia sottostante, cala Cantina, e più precisamente sullo scoglio della Tartaruga, di una tela raffigurante la Madonna dell’Assunta. Originariamente la chiesa di stile neoclassico, presentava una sola navata. Più tardi intorno al 1846, venne aggiunta una cappella laterale consacrata a Santa Filomena. Erano presenti un tempo, marmi del barocco napoletano, quattro altari laterali, la balconata posta al di sopra dell’ingresso e, posti sopra i finestroni tondi, si potevano ammirare stucchi del novecento raffiguranti ghirlande e putti. Re Ferdinando IV di Borbone, che aveva appena salvato parte del suo impero cedendo suo malgrado il regno di Toscana ai Francesi, forse in segno di ringraziamento unitamente al ritrovamento della tela, magnificò la chiesa donando il Fonte Battesimale,18 agosto 1801.

La Miniera
L’itinerario prosegue e tra paesaggi di case che si arrampicano sulle colline di cala Cantina e cala dell’Acqua. Proprio qui, per oltre mezzo secolo, i ponzesi hanno scavato materiale dalle viscere della terra. Gli impianti, dopo oltre trent’anni dalla chiusura, sono ancora lì, a testimoniare un passato di sofferenze ben distante dagli agi prodotti dal turismo dell’ultimo ventennio. La Bentonite, dopo essere stato estratta, veniva raffinata, cotta negli altiforni e stoccata in attesa della spedizione. Sulla spianata, sono evidenti ancora oggi i segni dell’attività mineraria. L’intera zona, sconvolta dalle massicce opere di scavo, si è però in parte ripresa attraverso una folta piantagione spontanea di eucalipti e di un piccolo laghetto alluvionale, che gli uccelli di passo, utilizzano come oasi.

Forte Papa
Enorme e posto in posizione strategica, il nome del Forte si deve ad Alessandro Farnese, divenuto papa col nome di Paolo III (1534-1549), signore dell’Isola all’epoca dell’insediamento dei coloni borbonici nella frazione. Da qui, con lo sguardo si arriva a nord fino a Zannone e a sud fino ai Faraglioni di Lucia Rosa e di fronte l’Isola di Palmarola che dista solo 4 miglia.
La visita al Forte è sconsigliata ai bambini e alle persone anziane a causa dei pericoli che comporta la fatiscenza del manufatto e la friabilità della roccia.

Via Forte Papa
In questa via sorge un tabernacolo dedicato alla Madonna del Carmine. Inaugurata il I° giugno del 1886, ogni 16 luglio venivano organizzati ad opera di Luigiello, giochi e scherzi. Alla sua morte la tradizione si è interrotta. Anche all’incrocio di questa via con la provinciale è posta una cappella dedicata però alla Santa Croce e alla Madonna dell’Addolorata. Eretta nel 1930 allo scopo di conservare alcune reliquie ospitate precedentemente nella attigua chiesetta ottocentesca demolita nello stesso anno. Allontanandoci da questa frazione chiamata La Piana e percorrendo la provinciale, incontriamo ancora un’altra edicola dedicata al Cristo per circa un chilometro si arriva alla frazione di…

Cala Caparra
La strada a questo punto si biforca. A sinistra costeggiando il campo sportivo c’è Cala Fonte con il suo suggestivo panorama (FotoFoto). A destra, la strada termina in prossimità di un tempietto votivo eretto alla fine del settecento dai Fornesi, questo è il nome degli abitanti di questa frazione A sinistra della Cappella si apre uno stradello che s’inerpica su per la collina dell’Incenso e da qui un piccolo sentiero ci accompagna scendendo fino alla spiaggia delle Felci, sulla destra (della Cappella) invece, salendo pochi scalini c’è il belvedere da dove diparte una scalinata che scende fino a Cala Gaetano.

Gavi
A nord l’Isola finisce con un piccolo braccio di mare proprio a confine con Cala Felice che la separa dall’isolotto di Gavi, il cui nome si deve probabilmente al fatto che i primi abitanti dell’Isola lo vedevano come un bianco gabbiano poggiato sul mare.
La nostra escursione a così termine, domani Vi aspettiamo per il periplo dell’Isola.

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