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ponzaelasuagente.it
Ultimo aggiornamento: sabato 07/10/2017

Preistoria

Circa cento anni fa, fu segnalata per la prima volta, la presenza di punte d’ ossidiana lavorate dai preistorici abitatori delle isole Ponziane (Ponza, Zannone e Palmarola). Il termine  petrografico “ossidiana” indica i vetri vulcanici di colore nero o scuro, a frattura concoide, usati largamente nell’ Eneolitico per ricavarne strumenti taglienti e armi.
Sono infatti presenti sull’ isola alcuni strumenti litici, di fattura grossolana stante anche la natura della materia prima, comprendenti raschiatoi, lamette, cuspidi di freccia, nuclei, schegge e punte. Ce ne sono anche a Zannone e Palmarola.

OssidianaL’ ossidiana si lavorava essenzialmente a Ponza e Zannone, se ne ricavava manufatti molto ricercati dagli abitanti della terra ferma, sia per la bellezza della pietra nera sia perché particolarmente adatta per il taglio, tanto da essere superiore alla selce.  Questo minerale raggiungeva il continente attraverso una propria via che lasciando l’isola approdava sul litorale Pontino a nord ovest del Circeo e proseguiva attraverso i Monti Lepini entrando nella Valle del Sacco presso la Selva dei Muli giungendo in prossimità di Frosinone. Proprio in questa città ciociara sono stati ritrovati qualche tempo fa, resti di un vasto abitato della prima età del Bronzo.
Anche a Ponza e Zannone sono stati ritrovati frammenti di ceramica d’ impasto, segno che, per un buon periodo di tempo, vi fossero  presenti insediamenti risalenti all’ età del Bronzo antico.